Cistiti e candida: terapie farmacologiche e non farmacologiche

Un approccio terapeutico completo ed integrato permette di affrontare al meglio i disequilibri dell’asse intestino-genitale.

Le terapie utilizzate per curare le vaginiti e le cistiti, spesso alterano il microbiota intestinale, ecco perchè è fondamentale portare avanti in modo parallelo la cura sia per il distretto intestinale che per quello uro-genitale.

Le terapie antibiotiche protratte aumentano il rischio di selezione di batteri resistenti, questo fa sì che ci sia una crescente domanda di trattamenti alternativi.

I due attivi più efficaci sono il Cranberry e il D-mannosio.

L’Escherichia coli ha due “ventose” che gli permettono l’adesione alla mucosa vescicale. Cranberry e D-Mannosio si legano a queste due ventose, impedendo l’adesione all’epitelio vescicale e favorendo l’eliminazione dell’Escherichia Coli con la diuresi. Inoltre il D-mannosio favorisce una ristrutturazione della muscosa vescicale danneggiata. Questo trattamento, associato al probiotico, deve essere protratto a cicli per almeno 6 mesi.

Chiedi sempre consiglio al tuo ginecologo.

La diagnosi di infezione delle vie urogenitali è una diagnosi clinica, basata sul rilievo di segni e sintomi.

A questo scopo può essere utile l’utilizzo di questionari validati, in grado di valutare la gravità dei sintomi e la loro influenza sulla qualità della vita.